La tecnologia ci ha permesso di coltivare piante in ambienti sempre più controllati e modificabili. Nell'indoor farming ad esempio le colture crescono in ambienti protetti, come le serre, in cui la luce, la temperatura, l'umidità e altri parametri vengono modificati a seconda delle esigenze di crescita. Se le coltivazioni in serra hanno una lunga storia, sono invece più recenti le coltivazioni "verticali", il cosiddetto Indoor vertical farming. Pratica di coltivazione in ambiente protetto, fuori suolo e su più livelli, in cui tendenzialmente la luce viene fornita da pannelli led. Gli strati possono essere sovrapposti l'uno all'altro, oppure sfalsati o ancora inclinati.

L'unico limite sembra essere la fantasia. Ci sono ad esempio coltivazioni di fragole in serra in cui i letti di crescita sono parzialmente sovrapposti e salgono e scendono a seconda delle necessità. Ci sono coltivazioni verticali, che ricoprono i muri degli edifici. E negli ultimi tempi si è assistito ad una esplosione della produzione di insalate in strutture su più livelli, dentro magazzini, container o all'interno dei supermercati.


Indoor farming e metodi di coltivazione

L'indoor farming può assumere varie forme e l'Osservatorio Smart AgriFood (School of management del Politecnico di Milano e Laboratorio Rise - Research & innovation for smart enterprises dell'Università degli studi di Brescia) ha condotto all'interno della Ricerca 2020 un approfondimento sulle soluzioni tecnologiche e digitali, coerenti con il paradigma dell'agricoltura 4.0, disponibili oggi in Italia per le coltivazioni indoor. L'Osservatorio  Smart AgriFood ha identificato e analizzato circa quaranta soluzioni 4.0 dedicate a coltivazioni di indoor farming.
 
Emerge che la stragrande maggioranza delle soluzioni (56%) è dedicata alle serre, mentre l'11% alle strutture con illuminazione artificiale. Seguono poi i container (8%), mentre il restante 25% ha applicazioni trasversali.

I metodi di coltivazione supportati dalle soluzioni 4.0 riguardano principalmente l'idroponico (44%), seguito dalle coltivazioni in suolo (22%), dall'aeroponico (14%) e dall'acquaponico (8%). I dati emersi sono d'altronde coerenti con i metodi di produzione oggi più diffusi in Italia e nel mondo. Se da un lato infatti le coltivazioni indoor verticali attirano molto l'attenzione della stampa e degli investitori, quelle in serra con sistemi idroponici sono le più diffuse.


Gli ambiti di applicazione

Le tecnologie identificate dall'Osservatorio Smart AgriFood riguardano per il 72% dei casi soluzioni di water management, per il 69% dei casi analisi del terreno e di altri fattori ambientali, seguiti per il 44% da trattamenti fitosanitari mirati e dal monitoraggio delle coltivazioni (33%).

Grafico: Gli ambiti di applicazione delle soluzioni di Indoor vertical farming

Risulta dunque evidente come la gestione idrica giochi un ruolo principe. D'altronde è il fattore acqua che spesso identifica un metodo di coltivazione (idroponico, aeroponico, acquaponico) e soprattutto nelle coltivazioni fuori suolo l'acqua è il veicolo attraverso il quale l'agricoltore fornisce nutrimento alla coltura. Da essa dipende dunque la sanità e la qualità delle produzioni.

La differenza in innovazione tra la gestione dell'acqua in indoor e in campo aperto è notevole. Se si vanno a guardare le soluzioni 4.0 censite dall'Osservatorio Smart AgriFood quelle che riguardano il water management in pieno campo sono solo il 19% del totale, contro il 72% dell'indoor.


Indoor farming e tecnologie abilitanti

Se si guarda all'Indoor vertical farming si nota come le tecnologie abilitanti maggiormente censite riguardano i sistemi di illuminazione (58%), seguiti dalle piattaforme software (56%) e dall'IoT (44%). Seguono poi le serre ad ambiente controllato (44%), i sistemi di monitoraggio delle serre (39%), Data&Analytics (31%) e l'intelligenza artificiale (19%).
 
Grafico: Le tecnologie abitlitanti le soluzioni di Indoor vertical farming

Rispetto alle soluzioni per il campo aperto, gli analytics ricoprono un ruolo più marginale (31%), ma risulta maggiore l'adozione dell'intelligenza artificiale e del machine learning (19%). Si conferma invece chiave il ruolo delle piattaforme software come collettori di dati (56%).


Indoor farming e startup

Nell'ambito della Ricerca 2020 l'Osservatorio Smart AgriFood ha analizzato anche un campione di 26 startup che forniscono soluzioni per l'indoor farming. Emerge che il 46% lavora nell'ambito dell'automazione, il 42% nel monitoraggio da remoto dell'infrastruttura, il 31% nel monitoraggio della coltura e il 27% nel supporto alle decisioni.

L'automazione riveste un ruolo centrale per molteplici motivi. Prima di tutto perché permette di abbattere i costi di produzione. In secondo luogo perché diminuisce il contatto uomo-coltura e riduce quindi il rischio di contaminazioni e l'ingresso di patogeni. Terzo, perché l'automazione dei processi porta ad avere dati costanti e omogenei sui fattori produttivi e quindi permette di ottimizzare la produzione.

Image Line è partner dell'Osservatorio Smart AgriFood