Nella scorsa settimana la grandine ha colpito nuovamente al Centro-Sud infliggendo danni severi alle colture. È capitato in Sardegna e Calabria, come segnala Coldiretti, riproponendo ancora una volta un tema diventato oramai ricorrente: come fare a proteggere colture e redditi agrari in maniera efficace da fenomeni una volta eccezionali - come la grandine a giugno - e divenuti oggi più frequenti, probabilmente per effetto dei cambiamenti climatici in atto.
 

Calabria, 12 giugno colpito il coriglianese

Una violenta grandinata con chicchi grandi come noci, si è abbattuta nel pomeriggio del 12 giugno scorso in Calabria, più precisamente su una lingua di territorio tra Corigliano-Rossano, Cassano allo Ionio, Frascineto e Castrovillari. Senza scampo le colture e ad essere particolarmente colpiti sono stati ortaggi, agrumeti, frutteti (pesche), vigneti e si segnalano anche danni agli oliveti.

La grandine - ricorda Coldiretti Calabria - è l'avversità meteo più temuta in questa fase stagionale dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca e che compromettono le colture con perdite che potrebbero anche acuirsi.

"Prendiamo atto - annota Coldiretti - che subito l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo si è recato sul territorio colpito, constatando i danni e incaricando i tecnici del dipartimento per la delimitazione delle aree e il calcolo dell'entità economica dei danneggiamenti".

"La Coldiretti Calabria - informa il direttore Francesco Cosentini -, al fine di rendere rapidi gli accertamenti, collaborerà con i tecnici della regione e offrirà la necessaria assistenza agli imprenditori agricoli".
 

Sardegna, il 9 giugno grandina sulle vigne del cagliaritano

In Sardegna cinque minuti di violenta grandinata hanno devastato i vigneti in un vasto territorio tra Quartu, Maracalagonis e Settimo San Pietro e circa 600 ettari di vigneti e oliveti anche a Orroli. Circa il 20% degli acini, nelle zone colpite sono stati lesionati, ma danni sono denunciati anche dai produttori di meloni e pesche e susine e altri prodotti da campo.

La grandinata, arrivata quasi all'improvviso nel pomeriggio del 9 giugno scorso, ha imbiancato diversi ettari di terreno in lunghe lingue nel territorio di Quartu, ed in particolare a Is Mostus, e tra Marcalagonis e Settimo San Pietro ma anche nel Sarcidano.

A subire i maggiori danni, così come le gelate tardive di aprile, sono stati ancora una volta i vigneti. La grandinata "Ha colpito sia l'uva da tavola che quella da vino - spiega Giuseppe Farci, presidente di Coldiretti Maracalagonis e della Cantina di Quartu -. Il vento di tramontana, inoltre, ha agevolato il danno consentendo alla grandine di colpire anche i grappoli più nascosti. Le vigne colpite hanno perso in media il 20% degli acini, tra quelli caduti a terra e quelli che sono stati spaccati dalla forza della grandine".

Le perdite potrebbero anche acuirsi. "La speranza è che le condizioni atmosferiche ci vengano incontro - afferma Piero Sarritzu, presidente di Coldiretti Quartu Sant'Elena -. L'umidità in questo momento è nostra nemica e potrebbe favorire la botrite e altre malattie fungine, mentre servirebbero giornate ventilate".