Un’autentica fase autunnale è alle porte. I modelli previsionali dopo diverse emissioni incerte sono in questo momento concordi per una prossima fase molto instabile che caratterizzerà con alte probabilità anche l’ultima parte del mese di ottobre. Un cambiamento che di fatto subentrerà nel Mediterraneo dalla porta atlantica, quindi dai settori nord-occidentali del continente.
 

Il punto della situazione

La blanda perturbazione giunta nelle ultime ore si allontana dall'Italia lasciando maggiori spazi sereni su gran parte del territorio nazionale. Pochi fenomeni e molto localizzati che hanno colpito principalmente la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, il Triveneto e l’alta Toscana, con accumuli che localmente hanno sfiorato i 500 millimetri scatenando veri e propri nubifragi. Una residua variabilità continuerà ad interessare le regioni meridionali per gli effetti della coda del fronte perturbato, ma sulle restanti aree l’alta pressione garantisce già condizioni meteo nel complesso soleggiate.
L’aria più fresca al seguito ha portato un calo dei valori termici con temperature più consone al periodo dopo il prefrontale con il richiamo di venti umidi sciroccali. Qualche grado in meno sui termometri lungo la Penisola, anche se non abbiamo ancora una situazione tipica autunnale e, con il ritorno dei cieli sereni, avvertiremo nuovamente un contesto molto mite durante le ore diurne. 
I venti ruoteranno ancora una volta dai quadranti meridionali riattivando un flusso più caldo ed umido, tant’è che le temperature torneranno a salire riportandosi temporaneamente al di sopra delle medie. Una parentesi anticiclonica che non sarà però duratura e ci accompagnerà giusto per le prossime 36-48 ore prima di una nuova fase perturbata che entrerà nel Mediterraneo dalla porta atlantica. I primi effetti dell’imminente cambiamento verranno avvertiti durante la giornata del venerdì, con nuove correnti umide che sospingeranno addensamenti via via più compatti al Nord.
 

Analisi

Una vasta depressione posta sui settori nord-occidentali europei sospingerà difatti un fronte instabile fin sul Mediterraneo. Attenzione perché dagli ultimi aggiornamenti i più autorevoli centri modellistici viene confermato l'isolamento e l’approfondimento di un vortice ciclonico secondario proprio sul Tirreno. Vista l’enorme quantità di calore ancora immagazzinato nei mari nostrani non sarà difficile assistere alla formazione di vaste celle temporalesche che potrebbero determinare fenomeni localmente abbondanti ed insistenti.


Fase mite prima del guasto

Come accennato, prima della marcata fase di maltempo, registreremo un nuovo rialzo delle temperature grazie ai venti che si disporranno dai quadranti meridionali. Una sostenuta ventilazione che con il passare delle ore si andrà a rinforzare fino a portare nel fine settimana valori termici ben al di sopra della norma al Centro-Sud; anche il Nord sarà soggetto ad un temporaneo incremento, ma seguirà una rapida flessione dei valori massimi in particolare al Nord-Ovest, per le infiltrazioni instabili più fresche che accompagneranno la fase di maltempo.
 

Maltempo nel weekend

La nuova ondulazione perturbata entrerà nel vivo già dalle prime ore di domani, venerdì, per poi estendere i suoi effetti in tutto il fine settimana. I valori barici caleranno ulteriormente nel corso del weekend, aprendo la strada al nucleo più attivo della vera e propria perturbazione d'origine atlantica.
Ancora presto per definire con certezza le aree più colpite, anche se probabilmente nella prima fase saranno le regioni settentrionali le più penalizzate dal maltempo. Successivamente il maltempo raggiungerà anche le regioni centrali, in particolare le aree più esposte del versante tirrenico.
Non sono da escludere fenomeni a tratti intensi anche a sfondo temporalesco con possibili nubifragi, specie tra Liguria e Piemonte. Al momento potrebbero rimanere ai margini del maltempo le aree adriatiche ed il Sud Italia, ove le tese correnti sciroccali innalzeranno sensibilmente la colonnina di mercurio fin a portarla ben sopra la norma. La circolazione depressionaria, con buone probabilità, condizionerà con persistenza anche i primi giorni della nuova settimana, tenuta in vita dai nuovi affondi perturbati diretti sulla Penisola Iberica.
 

Tendenza

Durante la prossima settimana non tarderà ad arrivare un temporaneo miglioramento, prima di un nuovo possibile affondo perturbato dai settori occidentali. Nella terza decade di ottobre rimane infatti aperta l'ipotesi di una prima irruzione fredda fin sul Mediterraneo; un cospicuo nucleo gelido arriverebbe difatti sull'Europa nord-orientale e potrebbe attivare un prematuro assaggio invernale su diverse aree del continente. Il vortice polare perderà per l’occasione parte della sua vigoria lasciandosi scappare uno scambio meridiano piuttosto pronunciato, con una colata d’aria gelida fin sulle basse latitudini.
La nostra Penisola, nel caso venga confermata tale evoluzione, risentirà marginalmente con un coinvolgimento indiretto su alcune delle nostre regioni.

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