La Regione Sardegna prova a dare una risposta alla mobilitazione degli agricoltori sardi. Il 15 febbraio 2017 l'assessorato regionale all'Agricoltura ha varato il prestito agrario di conduzione: circa 2,5 milioni di euro per le imprese agricole in difficoltà, a cominciare dai pastori.
Ed il 21 febbraio il Consiglio regionale in Commissione bilancio ha approvato un provvedimento che stanzia 14 milioni di euro per il ritiro dal mercato del Pecorino Romano mediante le aste per gli indigenti, una somma integrativa rispetto a quella stanziata dal Mipaaf: 4 milioni.
Una manovra per ridurre ancor più il Pecorino sul mercato, per spingere i prezzi del formaggio e tirare quelli del latte, sceso a 55 centesimi al litro.

Coldiretti Sardegna mette all'incasso il prestito di conduzione, era parte della sua piattaforma rivendicativa, ma si scaglia contro l'integrazione dei fondi per il ritiro dal mercato del Pecorino Romano la cui produzione, per altro, è in forte calo: -34,35% nei primi quattro mesi di campagna.

Prestito di conduzione
Per venire incontro alle difficoltà finanziarie e alla mancanza di liquidità seguite a una stagione agricola difficile, al calo del prezzo del latte ovino ed ai ritardi dei pagamenti comunitari di Agea, l'assessorato all'Agricoltura ha emanato il decreto attuativo sul fondo da 2,5 milioni di euro. Favorendo così l'accesso al credito delle piccole e medie imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Si tratta di aiuti in conto interessi per operazioni di credito a breve termine della durata massima di dodici mesi. Il decreto si rifà alla delibera di Giunta 63/15 del 25 novembre 2016 che richiamava al bilancio della regione 2,5 milioni di euro ancora giacenti in Ismea.
Per poter beneficiare dell'aiuto le operazioni di credito devono essere concesse da istituti di credito che abbiano aderito all'avviso pubblico adottato dalla Regione Sardegna e che con essa abbiano sottoscritto apposita convenzione.

Su tanto Coldiretti Sardegna approva, ma sottolinea: "Lo chiedevamo da due anni, sembra troppo farraginoso il meccanismo, ma vediamolo all'opera".

I 14 milioni per le aste del Mipaaf in favore degli indigenti
E' invece scontro diretto sui 14 milioni con i quali la Regione Sardegna si prepara ad integrare i fondi per il bando indigenti. Soldi che vanno ad aggiungeresi ai 4 già stanziati dal ministero per le Politiche agricole. Ben 18 milioni di euro che rischiano di sottrarre al mercato anche troppo formaggio e in maniera non necessariamente trasparente.

"La politica regionale si è schierata. Ha deciso di stare dalla parte dei trasformatori e non dei pastori. Il voto del 21 febbraio della Commissione bilancio con il quale vengono destinati 14 milioni di euro al ritiro del Pecorino Romano è chiara e palese volontà della Regione Sardegna di ignorare i pastori e pensare solo ai trasformatoriè scritto in una nota della Coldiretti Sardegna del 22 febbraio 2017.
 
"La Giunta come abbiamo più volte ribadito - sostengono il presidente e il direttore della Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba - avrebbe dovuto fare fronte comune e pretendere dal Governo centrale di integrare le risorse per il bando degli indigenti con somme proprie, destinando i fondi regionali direttamente ai pastori, le vere e sole vittime di questa crisi". 
 
Visto che ormai si è deciso di proseguire su questa direzione, la Giunta e il Consiglio regionale, secondo la Coldiretti Sardegna, dovranno garantire ricadute dirette sui pastori, evitando speculazioni.

Altra richiesta: il bando degli indigenti e tutte le iniziative devono essere condizionate ad un aumento certo del prezzo del latte e i soldi del bando devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per ritirare il Pecorino da chi l'ha prodotto.
 
"Sarebbe immorale comprare Pecorino da chi l'ha acquistato a prezzi stracciati dalle cooperative in difficoltà economica e che si ritroverebbe adesso a vederlo a prezzi più alti. Non si può permettere a nessuno di speculare sulle spalle degli indigenti" si legge nella nota.
 
"La mobilitazione della Coldiretti Sardegna continua - concludono Battista Cualbu e Luca Saba -. Presto scenderemo nuovamente in piazza con azioni ancora più forti. E' l'unica strada da percorrere con una politica sorda e lontana dai problemi reali di chi lavora".