Sarà ricordata dagli agricoltori del Sud anche come la primavera della neve e del gelo quella del 2020, perché i danni fioccano e non sono solo conseguenza dai rallentamenti dei mercati legati all’epidemia di Covid- 19. E in alcuni casi le due emergenze si intrecciano vorticosamente.
 

Sardegna, attivate le procedure per stato di calamità

“Siamo pronti a intervenire subito per aiutare le nostre aziende agricole che, già duramente colpite dall’emergenza coronavirus, hanno visto le loro coltivazioni devastate da eventi atmosferici avversi, come gelate e brinate, che ci sono stati segnalati in questi giorni”. Lo ha dichiarato ieri l’assessora regionale dell’Agricoltura della Regione Sardegna, Gabriella Murgia, che ha attivato le procedure perché vengano effettuati i sopralluoghi per verificare la possibilità del ristoro dei danni subiti. “Laddove ricorrano i presupposti di legge – spiega Murgia – la Giunta potrà così valutare l’attivazione di misure compensative per danni da eventi assicurabili, in casi eccezionali da essa individuati”.

Dal canto suo, Coldiretti Sardegna ha chiesto anche, data la situazione grave determinatasi sul campo e l’urgenza di dare liquidità alle imprese agricole isolane, di sbloccare pagamenti per 90 milioni di euro - attualmente fermi - sul Programma di sviluppo rurale 2014-2020 e sulle calamità degli anni passati: “Si garantirebbe all’agricoltura la liquidità necessaria per limitare l’agonia di migliaia di aziende agricole messe a dura prova dall’emergenza coronavirus" sostiene Coldiretti Sardegna in una nota.

“In un momento di totale emergenza occorrono interventi straordinari per far arrivare i denari nei conti delle imprese agricole, vitali in questo momento, riservandosi di fare i controlli ex post – sottolinea l’organizzazione agricola, che ricorda - su 90 milioni da recuperare, 40 milioni sono della siccità del 2017, dei quali a tre anni sono stati impegnati appena 4 milioni”.
Altri 50 milioni  - o poco meno - sono invece altrimenti così reperibili: 13 milioni dalle calamità del 2018, sul Psr ci sono poi 30 milioni dai pagamenti per il benessere animale, e almeno altri 10 milioni su altre misure, facilmente liquidabili.
 

Puglia, mandorli con il 90% di danni su produzione

Una nevicata improvvisa sulla Murgia barese e tarantina e in provincia di Foggia ha imbiancato i campi tra il 31 marzo ed il primo di aprile, danneggiando la produzione di mandorle e danneggiando ortaggi, alberi da frutto, cereali e leguminose in una pazza primavera che nei giorni scorsi aveva già gelato le campagne bruciando le produzioni in atto, dopo un inverno bollente. E’ quanto riporta Coldiretti Puglia che nei giorni scorsi ha già inviato le istanze di calamità e sollecitato i Comuni a chiedere agli uffici regionali competenti di avviare l’iter per le verifiche in campo e la conseguente richiesta di stato di calamità naturale.

“Dopo le gelate dei giorni scorsi, le più recenti nevicate hanno letteralmente mandato in fumo la produzione di mandorle, per cui si stima una perdita di produzione di almeno il 90%. Vanificati in pochi giorni mesi di lavoro in campagna, con intere coltivazioni di carciofi, asparagi, bietole, finocchi, rape, cicorie e piselli pronte per la raccolta distrutte nei campi con l’improvvisa e violenta ondata di maltempo - afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, che aggiunge - La morsa di gelo, pioggia e neve stanno compromettendo anche gli alberi da frutto che erano già fioriti per le temperature alte della primavera pazza e i vigneti di uva da tavola e da vino”.

Colpite duramente le campagne nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Taranto e Foggia, la morsa del gelo e della neve – continua la Coldiretti - che si è abbattuta su piante di pesche, albicocche, percoche, susine e mandorli in piena fioritura o con già le gemme gonfie o i frutticini pronti a crescere ma anche sulle viti e sulle verdure in campo. Ma è allarme anche per le api - aggiunge Coldiretti - che sono state ingannate dal caldo e sono uscite dagli alveari ed ora rischiano di subire pesanti perdite.
 

Campana, la neve brucia la verde Irpinia

Neve abbondante non solo in alta Irpinia negli ultimi giorni ma anche sui rilievi intorno Avellino, sull’altopiano Valle Fredda a Quindici e sul versante della bassa Irpinia sopra i 600 metri. Il freddo fuori stagione provocherà sicuramente dei danni alle piante da frutto in fiore per cui Confagricoltura invita le aziende a tenere monitorato l’andamento fenologico delle piante e ad intervenire subito dopo l’ondata di gelo con interventi mirati. Eventuali danni a produzione vanno segnalati agli uffici regionali preposti.